Trading Forex Legale in Italia



In questa guida chiamata Trading Forex Legale in Italia vedremo se questa attività è legale o meno nella nostra nazione, da chi viene controllata, quali sono le differenze con gli Stati Uniti d’America e qualche accenno sulla storia del Forex.

 

Trading Forex Legale in Italia

Gli intermediari abilitati all’offerta di servizi di “Intermediazione in Cambi di valute estere“, quindi per operare sul Forex Italia, sono le Banche e le Società Finanziarie autorizzate dalla Banca d’Italia.

Queste entità sono le uniche che possono offrire questo tipo di servizi al pubblico secondo le disposizioni specificate e regolamentate nel “Testo Unico Bancario” agli articoli 106 e 107.

In genere le Società Finanziarie, per espletare al meglio i servizi offerti, si appoggiano ad altri soggetti come dealer esteri e Banche Internazionali che gli forniscono in tempo reale i prezzi di “Bid” e “Ask” relativi alle principali valute estere.

Negli Stati Uniti d’America esistono delle norme e delle regolamentazione precise rivolte agli operatori e agli intermediari (Società e Banche comprese) coinvolte nel Forex Trading. Esistono inoltre un ente associativo di autoregolamentazione denominato N.F.A. cioè “National Futures Association” ed un Istituto Federale di Vigilanza indicato con l’acronimo C.F.T.C. cioé “Commodities and Futures Trading Commission”.

In Italia non esiste niente del genere. Non potendo raccogliere il pubblico risparmio, le società finanziarie italiane possono trattenere tali margini di garanzia unicamente in conti bancari intestati ai singoli utenti (o comunque in depositi esterni al proprio patrimonio aziendale). Per chi avesse intenzione di iniziare a tradare sul cambio valute, la scelta migliore sarebbe quella di avere un Broker con sede in Italia il quale, però, si serve di controparti di mercato aventi sede negli Stati Uniti.

Questo espediente permetterebbe al cliente di avere la certezza che i depositi siano custoditi da una Banca italiana ma anche che le controparti USA siano soggette ad un riferimento normativo e di vigilanza all’avanguardia come quello statunitense.

Per quanto riguarda la tassazione, i guadagni ottenuti tramite operazioni di Forex trading sono tassati in Italia solo nel caso in cui le valute acquistate vengano trattenute per un periodo superiore ai 7 giorni lavorativi prima di essere vendute e se il loro valore sia pari o superiore ai 51.645,69 Euro.

La normativa relativa a questa tassazione è la “i-ter art.67 D.P.R. 917/86“. Per queste ragioni, per quanto riguarda i proventi delle operazioni di Forex trading, la tassazione in Italia è considerata pressoché nulla proprio perché sul mercato Forex le posizioni vengono aperte e chiuse all’interno della stessa giornata, in genere, e questo implica il decadimento sul nascere del limite massimo di 7 giorni indicato nella normativa.

 

Storia del Trading Forex

Il Forex come mercato valutario nasce nel 1971: è in questo anno che compaiono per la prima volta i tassi di cambio fluttuanti.

Prima del 1971 un accordo internazionale chiamato “Bretton Woods Agreement“, dal nome della città di Bretton Woods dove i rappresentanti dei Paesi occidentali si riunirono per firmarlo, impediva la speculazione sui mercati valutari, mantenendo la stabilità del sistema monetario globale.



Gli accordi di Bretton Woods sono il risultato della fine della Seconda Guerra Mondiale che, come prevedibile, aveva avuto conseguenze drammatiche sull’economia. L’accordo, firmato nel 1944, aveva lo scopo stabilizzare le valute internazionali ed impedire la fuga di capitali tra le Nazioni.

L’esigenza portò alla creazione di un sistema in cui tutte le valute si trovavano in relazione con il Dollaro per mezzo di tassi di cambio rigorosamente fissi. Oltre a fissare il tasso di cambio tra tutte le valute, gli accordi di Bretton Woods prestabilirono un tasso di cambio tra il Dollaro e l’oro pari a 35 dollari per ogni oncia d’oro.

Alle Banche Centrali dei Paesi coinvolti spettava poi il compito di mantenere i prezzi fissi, contribuendo al bilanciando tra la domanda e l’offerta e all’eliminazione del pericolo rappresentato dalla fluttuazione del mercato.

Dal 1973 i paletti che impedivano ai prezzi di fluttuare liberamente, seguendo le regole della domanda e dell’offerta, furono rimossi insieme agli accordi di Bretton Woods. Da questo momento in poi, i prezzi delle valute vengono lasciati liberi di fluttuare e così si preparano le basi per la nascita del mercato interbancario moderno.

Inizialmente il mercato interbancario Forex non era aperto anche ai piccoli investitori. Non esisteva una vera  e propria regola in merito ma le condizioni base tagliavano fuori i piccoli soggetti perché i lotti minimi negoziabili erano di dimensioni non accessibili a questi ultimi, uniti ai duri ed elevati requisiti in termini di capitale.

Oggi, con la possibilità di frammentare i lotti utilizzati nei flussi interbancari e con la riduzione dell’ammontare dei capitali investibili, le cose sono decisamente cambiate, aprendo le porte del mercato Forex a tutti i soggetti interessati a fare del Forex trading, anche con un capitale irrisorio. Proprio grazie a queste nuove caratteristiche gli utenti del Foreign Exchange Market sono aumentati vertiginosamente. Infatti, se comparato ad altri mercati, il Forex convoglia investimenti enormi.

Il volume medio giornaliero di scambi relativi ai buoni del Tesoro degli Stati Uniti, per esempio, è pari a circa 300 miliardi di dollari mentre il volume medio giornaliero del mercato azionario statunitense arriva ad “appena” 10 miliardi di dollari. Oggi il mercato Forex ha un volume giornaliero di scambi che movimenta cifre superiori ai 1.800 miliardi di dollari.

Secondo le stime, sarebbero le Banche internazionali i soggetti più attivi e preponderanti sul mercato Forex.  Queste genererebbero quasi il 70 per cento dei propri profitti dalle speculazioni monetarie portate a buon fine sul mercato valutario. I ruoli delle Banche all’interno del mercato Forex sono sostanzialmente due.

Per prima cosa permettono le transazioni fra le controparti ed in secondo luogo speculano con la vendita e l’acquisto di valute estere. Oltre a grandi soggetti come questi, negli ultimi anni il Forex ha visto aumentare a ritmi impressionanti il volume d’affari movimentato in totale dai piccoli investitori. Ad oggi il 90% circa delle operazioni di Forex trading sono di natura speculativa e non funzionale in senso stretto.

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