Guida al trading con i CFD



Guida al trading con i CFD

Cenni preliminari

Prima dell’avvento di internet e delle funzionalità messe a disposizione dai broker online, chi avesse voluto realizzare dei profitti nel mercato delle Borse si sarebbe dovuto affidare alla procedure tradizionali di compra-vendita dei titoli azionari.

Le possibilità di guadagno erano quindi unicamente legate all’effettivo possesso delle azioni, l’acquisizione delle quali implicava anche affrontare lungaggini burocratiche, costi amministrativi e spese fiscali. All’inizio del nuovo millennio, con il moltiplicarsi delle piattaforme di negoziazione online, si sono sviluppati anche strumenti finanziari sempre più immediati e pratici: tra questi, uno dei più utilizzati e popolari è quello dei CFD, acronimo dell’inglese Contracts For Difference, ossia contratti per differenza. Si tratta di un ambito del trading che, insieme al Forex e alle opzioni binarie, si è imposto rapidamente all’attenzione dei trader di tutto il mondo. Vediamone qui di seguito le caratteristiche principali.

Come indica il loro stesso nome, i CFD sono dei contratti che fanno riferimento al valore di un sottostante, ossia un asset come un’azione, una valuta, un bene di consumo. Il profitto che si può generare operando con questo strumento deriva appunto dalla differenza tra la quotazione del sottostante al momento dell’apertura del contratto ed al momento della sua chiusura. In questo modo si avrà la possibilità di operare su titoli o azioni, pur non possedendole nel senso tradizionale del termine, in quanto l’operatività su di esse è limitata alla sola durata del contratto. Il meccanismo su cui si basa il guadagno è quello tipico di tutti mercati azionari: se si acquista un asset ed in seguito il suo valore aumenta, alla chiusura del contratto avremo realizzato un profitto. Come si può notare, la praticità dei CFD rispetto alla compra-vendita azionaria classica è piuttosto evidente, anche se il trader dovrà rinunciare alla comproprietà della società ed al diritto di voto garantiti dal possesso effettivo di un titolo azionario. Inoltre, il vantaggio più importante è costituito dal potenziale di guadagno rapportato a tempi estremamente più brevi.



I contratti per differenza sono associati ad un ulteriore strumento, ossia la leva finanziaria. Con questa funzionalità è possibile impiegare importi più alti di quelli posseduti, al fine di aumentare la proporzione dell’eventuale profitto. Vediamo di chiarire il meccanismo delle leva con il seguente esempio: si immagini che il valore di un’azione sulla quale si intende operare sia 10 $. Se volessimo acquistarne 1000 dovremmo investire un capitale pari a 10.000 $. Così facendo, se il valore delle quotazioni dovesse salire ad esempio a 15 $, si sarà ottenuto un guadagno di ben 5000 $. Purtroppo al momento non disponiamo di questa somma, visto che il nostro deposito è molto inferiore. La leva finanziaria ci viene però in aiuto: con una leva di 100:1 potremmo acquistare una quantità di 1000 azioni investendo però solo l’1% del loro valore, tuttavia questo ci consentirà di realizzare ugualmente un profitto di 5000 $ se si verificherà il rialzo delle quotazioni sopra descritto. Si tratta sicuramente di uno strumento molto interessante, che va comunque utilizzato con cautela e competenza, in quanto le perdite potrebbero rivelarsi superiori all’importo investito.

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