Cominciare a Fare Trading: Cosa Sapere



Uno dei primi problemi da risolvere, quando si vuole cominciare a fare trading online, è sicuramente quello relativo alla scelta del broker: oggi tutte le banche permettono di fare trading ed investire, ma trovare il giusto broker, in base alle proprie esigenze, non è sempre semplicissimo e/o intuitivo.

C’è chi cerca ad esempio un servizio di trading che sia semplice e che possa essere gestito direttamente tramite l’online banking (a tal proposito oggi istituti di credito come Fineco, Banca Sella, WeBank o IW Bank sono alcuni degli istituti di credito che permettono di gestire un servizio essenziale di trading via web) e chi invece cerca un servizio professionale e più avanzato.

Ci sono inoltre le SIM e diversi broker specializzati nel trading, nei CFD e/o nel Forex, alcuni dei quali esteri ed autorizzati ad operare in Italia grazie alla licenza CONSOB e/o CySEC.

I costi di un broker sono quelli delle commissioni, che generalmente oscillano fra i 2 ed i 3 euro fino a 15 euro a seconda del tipo di attività e dei mercati o delle piattaforme usate, oltre che delle variabili che partono generalmente dallo 0.15% sui volumi negoziati.

Una persona che si avvicina al trading, inoltre, dovrebbe avere ben chiaro che nel trading si può guadagnare (vincere) e si può anche perdere: la psicologia è uno dei pilastri dell’attività di negoziazione, e vari sono i contenuti che si trovano in rete o sui manuali dedicati all’argomento money management e psicologia del trader.

Un bravo trader deve imparare infatti a gestire le perdite, e, come scrivono spesso su forexnotizie.it, un trader deve studiare le tecniche di mercato, sperimentarle in demo e poi, una volta sviluppata la propria metodologia, darsi delle regole operative che devono assolutamente essere rispettate.



La prima cosa da fare, dunque, per chi vuole cominciare a fare trading online, è stabilire quello che è un obiettivo realistico di guadagno, successivamente è importante capire quando è il momento di mettere uno stop alle perdite: i titoli posseduti vanno venduti quando raggiungono i livelli ipotizzasti, non bisogna mai sperare che questi livelli possano tornare a risalire, bisogna semplicemente chiudere l’operazione.

Imparare ad accettare le perdite è di fondamentale importanza, e bisogna sempre saper gestire la paura del tracollo e della perdita, oltre che chiaramente un eccessivo entusiasmo che potrebbe avere ugualmente effetti devastanti sul capitale investito.

A proposito infine dell’argomento “quanto occorre investire per fare trading”, è importante sapere che oggi ci sono broker che permettono di aprire un conto trading anche con soli 50 euro, ma questo non è un buon modo di pensare al mondo del trading: se da un lato infatti un capitale così basso ti può permettere di cominciare a fare pratica, con un capitale come 50 euro, il trading diventa un gioco, più che una vera e propria attività o forma di investimento.

Occhio anche alle leve finanziarie: si tratta di meccanismi piuttosto rischiosi. Chiaramente, con capitali troppo limitati, difficilmente si avrà la possibilità di avere un guadagno soddisfacente, anche se, chiaramente, si corrono rischi limitati dati proprio dal capitale che è molto limitato. Per avere un parametro, o un termine di paragone, ti basti sapere comunque che i trader professionisti guadagnano con la propria operatività fra l’1 ed l il 5% mensile rispetto al capitale versato.