CFD Gestire Rischi e Capitale



Trading con i CFD

Gestire il capitale e comprendere i rischi

I CFD, o contratti per differenza, consentono di operare nei mercati azionari seduti comodamente da casa: occorre solamente un computer con una buona connessione internet ed un conto con un broker online, ossia un agente di intermediazione finanziaria che ci offrirà la piattaforma di trading.

Avremo la possibilità di realizzare dei guadagni speculando sull’andamento di azioni, indici, quotazioni di materie prime e commodities. La peculiarità offerta dai CFD è che non occorre possedere questi asset per trarre dei profitti: effettuando un acquisto o una vendita stiamo semplicemente aprendo o chiudendo un contratto, e il guadagno finale corrisponderà alla differenza delle quotazioni del cosiddetto sottostante (da qui il nome “Contracts For Difference”).

In virtù della loro intrinseca semplicità, i CFD sono uno strumento che suscita l’interesse da parte di molti aspiranti trader, attratti dalle prospettive di guadagno immediato promesse da questa funzionalità. Prima di usarli, investendo anche importi consistenti, è bene però riflettere sui potenziali rischi connessi a questo tipo di trading, al fine di delineare una corretta strategia di money management ed evitare brutte sorprese, come il rapido prosciugamento del proprio account o la necessità di integrarlo con versamenti non preventivati. Illustriamo qui di seguito il meccanismo dei CFD associati ad un ulteriore strumento, la leva finanziaria, al fine di comprendere il concetto di margine.

La leva finanziaria è uno strumento che consente di negoziare con capitali di importo nettamente inferiore rispetto a quelli effettivamente posseduti, realizzando però dei profitti pari a quelli che avremmo ottenuto investendo somme superiori. Se da una parte si presenta come un’opzione estremamente redditizia e pratica, dall’altra si può rivelare potenzialmente rischiosa, specie se non se ne comprende il funzionamento e la si usa con superficialità.



Ipotizziamo che un’azione venga quotata 10 €, per cui il valore di 100 azioni sarà 1000 €. Disponiamo però di un capitale ridotto, e possiamo permetterci solo di acquistarne 10, fatto che riduce le nostre prospettive di guadagno. Infatti, immaginiamo che, a seguito dell’acquisto, il valore di un’azione salga da 10 € a 15 €: chi ne avrà acquisito 100 avrà ottenuto un profitto pari a 500 €, mentre chi ne avrà comprato 10 godrà di un guadagno proporzionalmente inferiore, ossia 50 €.

Grazie ad una leva di 20:1 è ugualmente possibile acquistare le 100 azioni, investendo però un margine iniziale di soli 50 € invece di 1000 € (ossia il 5%). Il guadagno che potremmo realizzare sarà pari a quello di chi avrà investito i 1000 €, cosicché, nel caso del rialzo descritto in precedenza, anche noi avremo guadagnato 500 €. Il nostro profitto viene dunque moltiplicato grazie all’effetto leva, che ci permette di movimentare un capitale 20 volte maggiore di quello realmente depositato. Ma dove si nascondono i rischi?

Nell’esempio precedente, abbiamo investito 50 € e ne abbiamo guadagnato 500 € grazie al rialzo del valore delle azioni e l’azione della leva. Immaginiamo ora uno scenario opposto, ossia un calo delle quotazioni da 10 €, prezzo al momento dell’acquisto, a 5 € ad azione. In questo caso, andremo incontro ad un passivo di 500 €, ben maggiore del deposito investito inizialmente, e questo richiederà ulteriori versamenti per ripianare il deficit. Al verificarsi di queste evenienze, può capitare che sia il broker a chiudere la posizione prima che si verifichino ingenti perdite, in modo tale da proteggere il cliente. Tuttavia è bene conoscere i meccanismi della leva e del trading con i CFD, al fine di gestire con maggiore consapevolezza i rischi connessi e preservare il proprio capitale.

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